Agevolazioni previste in materia di lavoro

January 19, 2021

In questo breve video Cristina Pellizza sintetizza le AGEVOLAZIONI previste dalla Legge Finanziaria in materia di lavoro.

Per ulteriori chiarimenti o per la valutazione dei singoli casi vi invitiamo ad inviarci un messaggio su Messenger o a scriverci a hr@studiopucci.com.

 


Le novità fiscali e agevolative della legge di bilancio 2021

January 13, 2021

In un breve video il Dott. Daniele Tinnirello, collaboratore del nostro studio, sintetizza le principali novità fiscali e agevolative della legge di bilancio 2021.

Guarda il video sul canale YouTube Studio Pucci.

Fattura elettronica: le novità per il 2021

January 5, 2021

Le nuove disposizioni previste dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 166579/2020, relative ai requisiti minimi della fattura elettronica, per i quali era stato previsto un periodo transitorio (ultimo trimestre 2020), saranno obbligatorie dal 1° gennaio 2021.

Nel documento sottostante abbiamo sintetizzato le principali novità da conoscere.

Fatturazione elettronica_Le novità per il 2021

Restiamo a disposizione per chiarimenti e supporto tecnico.

Legge di Bilancio 2021

January 4, 2021

E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2020 la Legge di Bilancio 2021.
Nel documento sottostante abbiamo sintetizzato le principali novità

SINTESI LEGGE DEFINITIVA APPROVATA 30.12.2020

Nei prossimi giorni pubblicheremo alcuni video interventi a cura dei professionisti del nostro Studio che avranno l’obiettivo di approfondire gli aspetti di particolare interesse per imprese.
Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.

 

Pagamento compensi amministratore

December 24, 2020

L’erogazione di compensi all’organo amministrativo deve essere effettuata avendo riguardo a tre specifici aspetti:

  1. il rispetto del principio di cassa;
  2. la verifica della sussistenza di una decisione dei soci (o di altro organo societario competente per la decisione) che preveda una remunerazione proporzionata e adeguata;
  3. il coordinamento con l’imputazione a Conto economico.

1. Il principio di cassa

La deducibilità dei compensi deliberati per l’anno 2020 è subordinata all’effettivo pagamento dei medesimi, secondo il principio di cassa. In particolare, si possono distinguere due differenti situazioni a seconda del rapporto che lega l’amministratore alla società:

  1. Amministratore con rapporto di collaborazione (viene emesso cedolino paga): i compensi sono deducibili dalla società nel 2020, a condizione che siano pagati non oltre il 12 gennaio 2021 (c.d. principio della cassa “allargata”).
  2. Amministratore con partita Iva (viene emessa fattura): i compensi sono deducibili dalla società nel 2020, a condizione che siano pagati non oltre il 31 dicembre 2020.

Ipotizzando che le somme in questione siano pari o superiori alla soglia fissata dalla normativa antiriciclaggio (e quindi non possano essere pagate in contanti), è necessario che entro la suddetta scadenza:

  • sia consegnato un assegno bancario “datato” all’amministratore;
  • sia disposto il bonifico a favore dell’amministratore.

Ovviamente, ricordiamo che il compenso all’amministratore dovrà essere stato opportunamente deliberato dall’assemblea dei soci per un importo proporzionato all’opera svolta dall’amministratore stesso. Il tutto, al fine di evitare eventuali contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria. Inoltre, sarà bene indicare in delibera che all’importo indicato si dovrà aggiungere il carico previdenziale secondo la specifica situazione del beneficiario.

2. L’esistenza della delibera

Per poter dedurre il compenso, oltre alla materiale erogazione (pagamento) secondo quanto sopra ricordato, è necessario che sussista una specifica decisione del competente organo societario; diversamente, pur in assenza di contestazioni da parte dei soci e pur in presenza di un bilancio regolarmente approvato, l’Amministrazione finanziaria può contestare la deducibilità del costo.

È quindi necessario che il compenso sia espressamente previsto da una apposita delibera assembleare.

3. Il compenso deliberato e non pagato

Si presti attenzione al fatto che, in tempi di crisi, spesso le società provvedono al pagamento di una parte del compenso già deliberato e, in corso d’anno, si accorgono del fatto che l’onere non è più sostenibile; sorge allora la tentazione di eliminare il compenso.

Spesso si verbalizza una rinuncia da parte dell’amministratore all’incasso del compenso; è bene evitare tale modalità, in quanto (nel solo caso di amministratore anche socio della società) l’Amministrazione finanziaria presume che il medesimo compenso sia stato figurativamente incassato e poi restituito alla società sotto forma di finanziamento.

Ciò determinerebbe l’obbligo di tassazione del compenso stesso.

È allora preferibile che l’assemblea decida di adeguare il compenso prima della sua maturazione, sulla scorta del fatto che non sussistono più le condizioni per l’erogazione della remunerazione.

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