Hai bisogno di rinnovare i tuoi uffici o ambienti? Necessiti di nuovi strumenti di lavoro? Puoi cogliere l’opportunità del bonus investimenti in beni strumentali

gennaio 27, 2021

Per gli investimenti in beni strumentali effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2022,  la legge di bilancio 2021 (L. 178/2020) prevede un nuovo credito d’imposta, potenziato rispetto a quello previsto dalla legge di bilancio 2020 (L. 160/2019).

Soggetti beneficiari

Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese a prescindere dalla forma, dalla natura giuridica e dalla dimensione.

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alle seguenti condizioni:

  • rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore;
  • corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Esercenti arti e professioni

Gli esercenti arti e professioni possono fruire soltanto del credito d’imposta sui beni strumentali “ordinari”.

Soggetti in regime forfettario

L’agevolazione opera anche nei confronti dei soggetti che determinano il reddito con criteri forfetari (es. regime forfetario ex L. 190/2014) o con l’applicazione di regimi d’imposta sostitutivi.

Investimenti agevolabili

Sono previste, in sostanza, tre tipologie di investimenti agevolabili:

  • beni materiali e immateriali strumentali nuovi “ordinari”;
  • beni materiali di cui all’Allegato A alla L. 232/2016;
  • beni immateriali di cui all’Allegato B alla L. 232/2016.

A differenza della precedente agevolazione ex L. 160/2019, sono quindi inclusi nell’ambito oggettivo di applicazione del nuovo credito d’imposta anche gli investimenti in nuovi beni immateriali diversi da quelli elencati nell’Allegato B alla L. 232/2016.

Esclusioni

Sono esclusi dall’agevolazione:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’ 164 del TUIR;
  • i beni per i quali il DM 12.88 stabilisce aliquote inferiori al 6,5%;
  • i fabbricati e le costruzioni;
  • i beni di cui all’Allegato 3 alla L. 208/2015;

Profili temporali

Sono agevolabili i suddetti investimenti effettuati dal 16.11.2020 al 31.12.2022. L’agevolazione spetta altresì per gli investimenti effettuati entro il 30.6.2023 a condizione che entro la data del 31.12.2022:

  • il relativo ordine risulti accettato dal venditore;
  • e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Misura dell’agevolazione

Il credito d’imposta è riconosciuto in misura differenziata in relazione alla tipologia di investimenti e al momento di effettuazione degli stessi.

Credito d’imposta per investimenti in beni materiali e immateriali “ordinari”

Per gli investimenti aventi a oggetto beni materiali e immateriali strumentali nuovi, il credito d’imposta “generale” è riconosciuto (art. 1 co. 1054 e 1055 della L. 178/2020): alle imprese e agli esercenti arti e professioni;

Beni materiali “ordinari” dal 16.11.2020 al 31.12.2021 (o termine “lungo” del 30.6.2022)

Credito d’imposta nella misura del 10% (15% per lavoro agile) del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Beni immateriali “ordinari dal 16.11.2020 al 31.12.2021(o termine “lungo” del 30.6.2022)

Credito d’imposta nella misura del 10% (15% lavoro agile) del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

Credito per investimenti in beni materiali “Industria 4.0”

Per gli investimenti aventi a oggetto beni compresi nell’Allegato A alla L. 232/2016, il credito d’imposta è riconosciuto (solo alle imprese) in misura distinta in base al periodo di effettuazione degli investimenti (art. 1 co 1056 e 1057 della L. 178/2020).

Investimenti Dal 16.11.2020 al 31.12.2021 

(o termine “lungo” del 30.6.2022)

Dall’1.1.2022 al 31.12.2022 

(o termine “lungo” del 30.6.2023)

Beni materiali “4.0”  di cui all’Allegato A alla L. 232/2016 Credito d’imposta nella misura del:

• 50% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni;

• 30% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni;

• 10% per investimenti tra 10 e 20 milioni.

Credito d’imposta nella misura del:

• 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni;

• 20% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni;

• 10% per investimenti tra 10 e 20 milioni.

Credito per investimenti in beni immateriali “Industria 4.0”

Per gli investimenti relativi a beni immateriali compresi nell’Allegato B alla L. 232/2016, il credito d’imposta è riconosciuto, per tutto il periodo agevolato, alle imprese:

  • nella misura del 20% del costo;
  • nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

Perizia tecnica asseverata

In relazione agli investimenti nei beni di cui all’Allegato A e B della L. 232/2016, le imprese sono inoltre tenute a produrre una perizia tecnica asseverata (non più “semplice” come per il precedente credito ex L. 160/2019) rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro, tale onere documentale può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante ai sensi del DPR 445/2000.

Comunicazione al MISE

Viene altresì prevista una comunicazione da effettuare al Ministero dello Sviluppo economico con riferimento ai beni “Industria 4.0”, le cui disposizioni attuative saranno oggetto di un prossimo DM. Tale comunicazione non costituisce condizione preventiva di accesso.

Dicitura in fattura

Le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento, con la dicitura in fattura:

  • Beni agevolabili ai sensi dell’articolo 1, co. 1062 L. 178/2020;

Fruizione dell’agevolazione

Il credito d’imposta:

  • è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite F24, senza necessità di preventiva presentazione della dichiarazione dei redditi;
  • spetta per i beni materiali e immateriali (sia “ordinari” che “4.0”) in 3 quote annuali di pari importo;
  • per i soggetti con ricavi/compensi inferiori a 5 milioni di euro che hanno effettuato investimenti in beni materiali e immateriali “ordinari” dal 16.11.2020 al 31.12.2021, spetta in un’unica quota annuale;
  • nel caso di investimenti in beni “ordinari” è utilizzabile a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni, mentre per gli investimenti nei beni “Industria 4.0” a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione.

I nostri professionisti sono a disposizione per chiarimenri e supporto tecnico.

In caso di necessità non esitare a contattarci.

 

Puoi ottenere vantaggi dalla rivalutazione dei beni di impresa? Quali?

gennaio 20, 2021

Rivalutazione beni di impresa

Scheda sintetica relativa alla agevolazione

Di cosa si tratta:

La norma dà la facoltà di rivalutare (volendo anche ai fini fiscali) tutti i beni relativi all’impresa, ad eccezione dei beni “merce”.

Chi può beneficiare?

  • Società di capitali
  • Società di persone
  • Imprenditori individuali
  • Enti non-commerciali

Quanto costa?

Solo nel caso che si voglia far valere la rivalutazione ai fini fiscali (quella ai soli fini civilistici è gratuita), ha un prelievo del 3% del valore rivalutato a titolo di imposta sostitutiva.

Quando va pagato il 3%?

In 3 rate annuali di pari importo, con pagamento della prima rata alla scadenza del pagamento imposte relative al 2020.

Vantaggi fiscali:

  • Calcolo di maggiori quote di ammortamento sin dall’esercizio 2021;
  • Sempre con decorrenza dal 2021, valore più elevato del plafond su cui calcolare il 5% dei costi di manutenzione immediatamente detraibili;
  • Il valore rivalutato diviene valore storico di riferimento su cui calcolare la plusvalenza da tassare in caso di vendita del bene (in questo caso tale agevolazione avrà decorrenza a far data 01/01/2024).
  • Possibilità di ripartire la riserva di rivalutazione formata con il maggior valore pagando una ulteriore imposta sostitutiva nella misura del 10% facoltativo e non legato alla rivalutazione.

Beni che si possono rivalutare:

Tutti i beni materiali, immateriali e finanziari con la sola esclusione dei beni “merci”, e quindi:

  • Terreni;
  • Fabbricati;
  • Impianti;
  • Macchinari;
  • Attrezzature;
  • Marchi;
  • Brevetti;
  • Partecipazioni in società, inserite nelle immobilizzazioni finanziarie.

La Legge di bilancio 2021 ha chiarito inoltre che la rivalutazione si estende all’avviamento e alle altre attività immateriali.

Tutti i beni sopra elencati devono risultare in bilancio alla data del 31.12.2019.

Perché è una vera agevolazione!

L’imposta sostitutiva, rispetto alla precedente versione della norma, è stata ridotta dal 16% al 3%.

E’ possibile fare una rivalutazione solo contabile (quindi senza effetti fiscali) in modo gratuito.

Si possono rivalutare i beni “singolarmente per ciascun bene” e non obbligatoriamente per “categorie omogene”.

La valenza fiscale del maggior valore (fatta eccezione per la plusvalenza da vendita) è immediata dall’esercizio 2021.

Vantaggi sul patrimonio

La rivalutazione, anche soltanto quella civilistica (e quindi gratuita), comporta il vantaggio di far emergere (con la riserva di rivalutazione) un patrimonio netto più elevato, e quindi:

  • La creazione di un maggiore plafond per la copertura di eventuali perdite future senza esborso da parte dei soci;
  • Un miglioramento del rating creditizio;
  • Una fotografia quindi di una realtà più solida da un punto di vista patrimoniale.

Come si procede per ottenere l’agevolazione:

Con la chiusura del bilancio 2020 gli amministratori andranno, qualora intendano usufruire dell’agevolazione, a inserire in bilancio i maggiori valori per quei beni che hanno fondatamente un maggior valore rispetto a quello iscritto.

Detta operazione, prettamente contabile, deve essere supportata da documenti essenziali:

  • La decisione, le motivazioni, la descrizione dei beni, le modalità di determinazione dei nuovi valori, devono essere inseriti nei documenti che costituiscono il dossier “bilancio 2020”;
  • Perizia contabile che, pur non essendo obbligatoria, costituisce una garanzia per la decisione degli amministratori e per i vantaggi fiscali della rivalutazione.

In definitiva il nostro giudizio è … di un treno da prendere. Possibile che non ripassi una seconda volta!

Su tutto questo il nostro studio Ti garantisce, come sempre, l’assistenza necessaria.

 

Agevolazioni previste in materia di lavoro

gennaio 19, 2021

In questo breve video Cristina Pellizza sintetizza le AGEVOLAZIONI previste dalla Legge Finanziaria in materia di lavoro.

Per ulteriori chiarimenti o per la valutazione dei singoli casi vi invitiamo ad inviarci un messaggio su Messenger o a scriverci a hr@studiopucci.com.

 


Le novità fiscali e agevolative della legge di bilancio 2021

gennaio 13, 2021

In un breve video il Dott. Daniele Tinnirello, collaboratore del nostro studio, sintetizza le principali novità fiscali e agevolative della legge di bilancio 2021.

Guarda il video sul canale YouTube Studio Pucci.

Fattura elettronica: le novità per il 2021

gennaio 5, 2021

Le nuove disposizioni previste dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 166579/2020, relative ai requisiti minimi della fattura elettronica, per i quali era stato previsto un periodo transitorio (ultimo trimestre 2020), saranno obbligatorie dal 1° gennaio 2021.

Nel documento sottostante abbiamo sintetizzato le principali novità da conoscere.

Fatturazione elettronica_Le novità per il 2021

Restiamo a disposizione per chiarimenti e supporto tecnico.

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