Il Decreto Legislativo 7 agosto 2026, n. 148 rappresenta un passaggio chiave nel percorso di riforma fiscale avviato nel 2023. Non si tratta di una semplice revisione tecnica, ma di un intervento ampio che tocca numerosi ambiti: dalle imposte sui redditi all’IVA, fino ai meccanismi di accertamento e riscossione. Entrato in vigore il 12 agosto 2026, il decreto introduce correttivi destinati ad avere un impatto concreto sull’operatività quotidiana di imprese, professionisti e contribuenti.

Una riforma che punta a semplificare (ma anche a rendere più coerente il sistema)

Il provvedimento si inserisce come quarto correttivo della riforma fiscale e interviene sia sulle norme attualmente in vigore sia sui nuovi Testi Unici di prossima applicazione. L’obiettivo è duplice:

  • migliorare il coordinamento tra le diverse discipline fiscali
  • ridurre le incertezze interpretative che negli anni hanno generato contenziosi

In altre parole, il legislatore cerca di costruire un sistema più lineare, anche se il risultato finale richiederà tempo per essere pienamente assimilato.

Le novità più rilevanti: cosa cambia nella pratica

Lavoro dipendente e welfare aziendale

Le modifiche incidono soprattutto sui criteri per individuare i familiari rilevanti ai fini dei benefit aziendali. La nuova impostazione restringe alcune possibilità applicative, richiedendo maggiore attenzione nella gestione dei piani di welfare. Inoltre, viene rivisto il regime dei fringe benefit per le auto aziendali, con una logica più orientata alla sostenibilità: i veicoli elettrici risultano fiscalmente più vantaggiosi rispetto a quelli tradizionali.

Professionisti e crediti d’imposta

Una delle novità più significative riguarda i professionisti che acquistano crediti d’imposta (ad esempio da bonus edilizi). I guadagni derivanti dalla successiva cessione o utilizzo di questi crediti diventano espressamente imponibili, con un regime fiscale dedicato.

Si tratta di un chiarimento importante che riduce le aree di incertezza emerse negli ultimi anni.

Imprese: bilancio, perdite e operazioni straordinarie

Per le imprese, il decreto interviene su diversi aspetti strategici:

  • maggiore allineamento tra valori contabili e fiscali per i soggetti IAS/IFRS
  • nuove regole sul riporto delle perdite, con effetti anche retroattivi
  • apertura ai conferimenti di partecipazioni anche a valori inferiori al costo fiscale

Questi interventi incidono direttamente sulle scelte di pianificazione fiscale e sulle operazioni straordinarie, rendendo necessario un aggiornamento delle strategie aziendali.

IVA: più tempo per la detrazione

Un cambiamento molto operativo riguarda l’IVA: il termine per esercitare il diritto alla detrazione viene esteso fino al secondo anno successivo alla ricezione della fattura. Una modifica che offre maggiore flessibilità e riduce il rischio di perdita del diritto per errori o ritardi amministrativi.

Accertamento e rapporto con il Fisco: segnali di evoluzione

Il decreto introduce anche importanti correttivi nel rapporto tra contribuente e Amministrazione finanziaria.Tra i punti più rilevanti:

  • maggiore definizione dei limiti all’accertamento basato sull’antieconomicità
  • revisione dei termini di accertamento per componenti pluriennali
  • rafforzamento degli strumenti di adempimento collaborativo

Si tratta di interventi che, da un lato, aumentano la certezza del diritto e, dall’altro, incentivano comportamenti trasparenti da parte dei contribuenti.

Concordato preventivo e sanatorie: opportunità da valutare

Particolare attenzione merita il tema del concordato preventivo biennale, che viene rivisto e reso più strutturato. Per i soggetti ISA, è prevista anche una forma di ravvedimento speciale per le annualità pregresse, che consente di regolarizzare la propria posizione con modalità agevolate.

Queste misure rappresentano un’opportunità, ma richiedono un’analisi caso per caso per valutarne la reale convenienza.

Cosa devono fare ora imprese e professionisti

Il decreto non richiede solo un aggiornamento teorico, ma comporta azioni concrete. Tra le principali:

  • verifica dei fringe benefit e delle politiche di welfare aziendale
  • revisione della gestione dei crediti d’imposta
  • aggiornamento delle procedure contabili e fiscali in vista dei bilanci 2026
  • valutazione delle opportunità legate al concordato preventivo

In molti casi, l’impatto non è immediato ma si manifesterà nei prossimi esercizi, rendendo fondamentale una pianificazione tempestiva.

Conclusioni

Il Decreto Fiscale Correttivo 2026 rappresenta un tassello importante nella costruzione del nuovo sistema tributario italiano. Pur mantenendo una struttura tecnica, le modifiche introdotte hanno effetti concreti sulla gestione quotidiana delle attività economiche. Per questo motivo, è fondamentale non limitarsi alla lettura della norma, ma comprenderne le implicazioni operative.

Un approccio consapevole e tempestivo permette non solo di evitare criticità, ma anche di cogliere le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo.

Studio Pucci Law&Tax Advisors stp srl