Come cambia la responsabilità degli amministratori di società

August 1, 2019

Da oggi gli amministratori di società sono responsabili con il proprio patrimonio. Il nuovo codice della crisi di impresa rende infatti responsabili, gli amministratori di società nel caso di dissesto per non aver prevenuto la crisi.

Il nuovo art. 2086 del Codice Civile prevede, per l’imprenditore che opera in forma societaria, il DOVERE di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa rilevando tempestivamente i sintomi di crisi della stessa e vigilando sulla continuità aziendale.

In caso di crisi gli amministratori si devono attivare mediante azioni che coinvolgono commercialisti, consulenti ed istituzioni. L‘amministratore che mal gestisce la società con una struttura inadeguata, qualora non si attivi per ricondurre l’azienda sul binario della continuità aziendale, risponde personalmente e patrimonialmente verso i terzi nel caso di procedura di insolvenza.

Il nostro compito è quello di aiutare l’impresa a prevedere e prevenire momenti di crisi aziendale.

Come? La decennale esperienza maturata al fianco di imprese storiche del territorio ci ha portato a sviluppare le competenze necessarie ed a selezionare gli strumenti che ci permettono di dare un reale contributo alla solidità delle aziende.

Considerando il coinvolgimento diretto degli amministratori previsto dalla nuova norma e le ripercussioni sul patrimonio degli stessi che questa può generare, è necessario che consulente e imprenditore condividano da subito una linea di intervento mirata a mettere in sicurezza tutta l’organizzazione dal punto di vista organizzativo, amministrativo e contabile. Tale passaggio prevede l’adozione di un sistema di azioni e di strumenti che permettano all’imprenditore di conoscere in ogni momento lo stato attuale della salute aziendale nonché di prevedere possibili ed eventuali stati di crisi. Questo tipo di visibilità gli consentirà di prendere decisioni strategiche e di adottare misure di sicurezza al fine di evitare disagi.

Studio Pucci è in procinto di organizzare incontri formativi/informativi con l’obiettivo di informare i Clienti sul nuovo assetto giuridico e sulle azioni/strumenti necessari che le imprese devono adottare dal punto di vista organizzativo, amministrativo e contabile.

Ti invitiamo a segnalarci il Tuo interesse a partecipare scrivendo a info@studiopucci.it, saremo lieti di comunicarti data e ora dell’incontro.

I nostri orari del mese di agosto

August 1, 2019

Al fine di garantire ai nostri Clienti un supporto continuo ed il rispetto della scadenze previste nel periodo estivo, i Consulenti dello Studio Pucci quest’anno restano a disposizione anche nel mese di agosto.

Di seguito gli orari che osserveremo.

  • Dal 1 al 9 agosto: 9.00-13:00 | 15:00 19:00
  • Dal 12 al 14 agosto e 16 agosto: 9.00-13:00 | Pomeriggio chiuso
  • Dal 19 al 23 agosto: Chiusi per ferie
  • Dal 26 al 31 agosto: 9.00-13:00 | Pomeriggio chiuso

ATTENZIONE: TENTATIVI DI TRUFFA TRAMITE POSTA CERTIFICATA

July 25, 2019

L’INPS informa i cittadini che si sono verificati nuovi tentativi fraudolenti attraverso l’invio di email con contenuti apparentemente attribuibili all’Istituto.

Nello specifico le segnalazioni pervenute riferiscono di una email, inviata attraverso diversi indirizzi di posta certificata (PEC) non appartenenti all’Istituto, che avvisa di presunte irregolarità nel versamento di contributi. Il testo della email si conclude con l’invito a cliccare su un link per accedere al dettaglio delle dichiarate irregolarità dal quale non si accede, in realtà, a nessun indirizzo ufficiale dell’INPS. Anzi è possibile che il link rimandi a un qualche sito dal quale verrebbe automaticamente scaricato del software maligno (malware) pertanto si consiglia di non cliccare sul link che compare nella email.

L’Istituto ricorda a tutti i cittadini di non dare seguito a richieste ambigue che arrivino via email e che l’unico link per accedere alle informazioni, ai servizi e alle prestazioni dell’Istituto è: www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx.

Gli elenchi degli indirizzi di PEC utilizzati dalle strutture INPS sono disponibili sul Portale.

 

I rimborsi spese per dipendenti e amministratori

July 12, 2019

I rimborsi spese per le missioni o trasferte dei dipendenti sono soggetti a diverse limitazioni per quanto riguarda la completa deducibilità dalle tasse. Bisogna innanzitutto chiarire che con il termine ‘trasferta’ si intende uno spostamento temporaneo del lavoratore verso una località diversa da quella dove svolge la propria attività.

Quindi, l’attività lavorativa in caso di trasferta, deve essere svolta al di fuori del comune in cui è ubicata la sede di lavoro del dipendente o, nel caso degli amministratori, qualora non sia esplicitata chiaramente la sede di lavoro, al di fuori del comune in cui egli stesso ha la residenza. Eventuali rimborsi spese all’interno del comune della sede di lavoro, infatti, concorrono invece a formare il reddito del dipendente, come stabilito dal Tuir.

I CCNL solitamente disciplinano sia dal punto di vista normativo che economico la missione/trasferta.
Si distinguono prima di tutto due tipi di rimborsi spese: analitico (in cui vengono elencate espressamente tutte le voci di spesa) o forfetario.

Partiamo dal rimborso analitico. Non concorrono a formare il reddito del dipendente le spese relative a vitto, alloggio, viaggio o trasporto, e altre voci anche non documentabili fino al tetto di 15,49 euro al giorno (che diventano 25,82 se la trasferta è all’estero). E’ evidente che il rimborso analitico rappresenta un mero ristoro da parte dell’azienda delle spese effettivamente sostenute e documentate e, in quanto tale, non può contribuire a formare il reddito del dipendente. Ci sono, comunque, dei limiti imposti dalla normativa, sia per quanto riguarda la tassazione del reddito dipendente sia per la deducibilità da parte dell’azienda. Vitto e alloggio non sono mai tassati mentre per le aziende la deducibilità è possibile fino a un tetto di 180,76 euro per l’Italia e 258,23 per l’estero. Per il viaggio, con veicolo proprio, la spesa deve rientrare nei limiti tabellari imposti dall’Aci e, ai fini della deducibilità aziendale, l’auto non deve avere più di 17 cavali (20 se motore diesel): criterio, quest’ultimo, che vale anche per il noleggio. Sempre deducibili e non tassabili le spese sostenute per utilizzo del mezzi di trasporto pubblici.

Il rimborso forfettario riconosce invece un ristoro generico a prescindere dalla documentazione presentata per vitto, alloggio e altre piccole spese. Rimangono invece considerati in via analitica, autonoma e documentata, i rimborsi per le spese di viaggio e trasporto. Esistono tre diversi tipi di rimborsi forfettari. Forfait integrale: 46,48 euro al giorno (77,47 per l’estero), escluse le spese di viaggio e trasporto. Forfait parziale 1: 30,96 euro (54,65 per l’estero) da cui è possibile escludere oltre a viaggio e trasporto anche una fra le due voci di vitto o alloggio, da rimborsare in via analitica e documentale. Forfait parziale 2: 15,49 euro al giorno (25,82 all’estero) con rimborso in via analitica e documentale di viaggio, trasporto, vitto e alloggio. Per quanto riguarda il dipendente, viene tassato come reddito da lavoro tutta la parte eccedente la somma forfettaria, con esclusione di viaggio e trasporto. Ai fini della deducibilità in capo al datore di lavoro, invece, vale quanto detto per il rimborso analitico.

 

TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI

July 2, 2019

PARTENZA SOFT 01 LUGLIO 2019 – NO SANZIONI PER SEI MESI

Il “Decreto Crescita” ha introdotto nuove e diverse novità, tra le quali l’obbligo per le aziende con un volume di affari superiore ai 400 mila euro, di trasmettere i corrispettivi telematicamente.

Gli obblighi primari introdotti sono:

– l’obbligo con cadenza giornaliera per la memorizzazione dei corrispettivi;
– l’invio telematico entro e non oltre i 12 giorni (in pratica gli stessi termini che riguarderanno anche l’emissione delle fatture);

Al fine di rendere più soft questo nuovo adempimento, il Decreto in questione garantirà una moratoria da sanzioni per i primi sei mesi, in caso di mancato invio, purchè lo stesso avvenga entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione (esempio: omesso invio dati corrispettivi di luglio NO SANZIONI se inviati entro il mese di agosto) ovviamente restano fermi i termini di liquidazione dell’IVA.

I professionisti dello Studio Pucci possono supportarti in questo processo.

Contattaci per ricevere informazioni.

Studio Pucci Associati

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