Novità e chiarimenti sul credito d’imposta beni strumentali 4.0

June 30, 2022

L’investimento in beni strumentali, dal 2020, è agevolato tramite il riconoscimento, a favore del contribuente che effettua l’acquisto, di un credito d’imposta di misura variabile a seconda della tipologia di bene acquistato; le norme di riferimento sono l’articolo 1, comma 184-197, L. 160/19 (Legge di Bilancio 2020), per l’anno 2020, mentre per gli anni successivi l’agevolazione è contenuta nella Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020), all’articolo 1, commi 1051/1063, disposizione recentemente modificata e prorogata ad opera della Legge di Bilancio 2022 (articolo 1, comma 44, L. 234/2021).

Il bonus più consistente è riconosciuto a favore dei beni a maggior impatto tecnologico (i cosiddetti beni 4.0); recentemente il “Decreto Aiuti” è intervenuto a potenziare tale agevolazione con un incremento della misura del beneficio prevista per gli investimenti immateriali effettuati nel 2022.

Si deve anche segnalare la circolare n. 14/E/2022 con la quale l’Agenzia delle entrate è intervenuta per fornire alcuni chiarimenti circa le modalità di applicazione del beneficio, con specifico riferimento all’interpretazione dei tetti di spesa.

Il potenziamento del credito d’imposta 4.0

Il credito d’imposta per gli investimenti in beni 4.0 è stato recentemente oggetto di potenziamento, con un incremento della misura del credito spettante a far valere sugli acquisti effettuati nel corso del 2022.

L’articolo 21 del “Decreto Aiuti” (D.L. 50/2022) prevede ora per gli investimenti aventi a oggetto beni compresi nell’Allegato B annesso alla L. 232/2016 (i cosiddetti immateriali 4.0, ossia software e sistemi per l’automazione aziendale), effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione), che la misura del credito d’imposta stabilita dall’articolo 1, comma 1058, L. 178/2020 sia elevata dal 20% al 50%.

Si rammenta che tale credito d’imposta spetterà comunque anche per gli investimenti realizzati sino al 31 dicembre 2025 (ovvero consegna fino al 30 giugno 2026 con prenotazione al 31 dicembre 2025), ma la misura dell’agevolazione sarà minore (scenderà progressivamente al 20%-15%-10% rispettivamente per i periodi d’imposta 2023-2024-2025).

Occorre ricordare che anche il credito d’imposta per gli investimenti in beni materiali 4.0, inclusi nell’Allegato A annesso alla

  1. 232/2016, è stato recentemente oggetto di un potenziamento.

Per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2021 ovvero entro il 31 dicembre 2022 in caso di prenotazione, termine originariamente fissato al 30 giugno 2022 e successivamente oggetto di proroga a opera dell’articolo 3- quater, D.L. 228/2021 (c.d. Decreto Milleproroghe 2022), spetta un credito d’imposta con le seguenti aliquote e massimali (articolo 1, comma 1056, L. 178/2020):

  • 50% del costo di acquisizione del bene, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% del costo di acquisizione del bene, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo di acquisizione del bene, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di

Agli investimenti in beni materiali 4.0 effettuati dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2022 ovvero entro il 30 giugno 2023 in caso di prenotazione, spetta un credito d’imposta con le seguenti aliquote e massimali (articolo 1, comma 1057, L. 178/2020):

  • 40% del costo di acquisizione del bene, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20% del costo di acquisizione del bene, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
  • 10% del costo di acquisizione del bene, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo

di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Gli investimenti effettuati nel triennio di proroga 2023/2025 ovvero entro il 30 giugno 2026 in caso di prenotazione sono disciplinati dal comma 1057-bis, articolo 1, L. 178/2020, modificato dall’articolo 10, comma 1, D.L. 4/2022 (c.d. Decreto Sostegni-ter); tale provvedimento ha inserito un’ulteriore fascia di investimenti agevolabili con massimale di 50 milioni di euro, da applicarsi limitatamente agli investimenti inclusi nel PNRR, diretti alla realizzazione di obiettivi di transizione ecologica individuati con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della transizione ecologica e con il Ministro dell’economia e delle finanze; a tale fascia di investimenti spetta un credito d’imposta pari al 5%.

Per quanto riguarda la verifica di tali soglie, l’Agenzia delle entrate è intervenuta con la circolare n. 14/E/2022 portando un chiarimento: il limite massimo agli investimenti in beni materiali 4.0 di cui all’articolo 1, comma 1057-bis, L. 178/2020, pari a 20 milioni di euro, è riferito alla singola annualità e non all’intero periodo 2023-2025

Lo Studio rimane a disposizione. Per ogni ulteriore chiarimento e possibile contatare il Dr. Amedeo Susini attraverso i canali istituzionali dello Studio.

ISA applicabili al periodo d’imposta 2021, chiarimenti dell’ADE

June 30, 2022

Con la circolare n. 18/E dello scorso 17 maggio 2022 l’Agenzia delle entrate fornisce i tradizionali chiarimenti in relazione alla disciplina degli indicatori sintetici di affidabilità fiscale (Isa) applicabili al periodo d’imposta 2021, oggetto di compilazione nelle prossime dichiarazioni dei redditi dei contribuenti titolari di partita Iva.

Al di là delle indicazioni riguardanti la modulistica, che presenta singole specificità in ragione della tipologia di attività svolta da ciascun contribuente, di particolare interesse appaiono le indicazioni riguardanti le nuove cause di esclusione, così come le novità riguardanti il processo di revisione straordinaria che in questi ultimi anni appare soprattutto finalizzato a cogliere gli effetti negativi conseguenti all’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19.

Da ultimo, sono analizzate le previsioni riguardanti il regime premiale e i relativi livelli di affidabilità al cui raggiungimento sono collegate particolari disposizioni di favore in tema di utilizzo di crediti fiscali nonché di esonero dall’obbligo di apposizione del visto di conformità, di esclusione dalla disciplina delle società di comodo e, infine, di esclusione da determinate tipologie di accertamento.

Le nuove cause di esclusione

Negli Isa relativi al periodo d’imposta 2021 vengono confermate le cause di esclusione, già previste lo scorso anno, connesse alle situazioni in cui gli effetti economici negativi della pandemia in corso si sono manifestati con tale significatività da non consentire, potenzialmente, una corretta applicazione degli Isa nonostante l’introduzione degli specifici correttivi di cui diremo oltre. In particolare, con i decreti Mef del 21 marzo e del 29 aprile 2022 è stato previsto che, per il periodo d’imposta 2021, gli Isa non trovino applicazione per i contribuenti di seguito rappresentati.

Cause di esclusione per il periodo d’imposta 2021

A proposito di tali nuove ipotesi di esclusione vanno tenute presenti le seguenti ed importanti precisazioni:

  • i contribuenti esclusi dall’applicazione degli Isa sulla base di tali nuove cause di esclusione sono comunque tenuti alla comunicazione dei dati economici, contabili e strutturali previsti all’interno dei relativi modelli;
  • nei confronti di tali contribuenti, inoltre, coerentemente con quanto già precisato per coloro per i quali sussiste una causa di esclusione dall’applicazione degli Isa, è preclusa la possibilità di accedere ai benefici premiali di cui diremo oltre; ciò in quanto “l’applicazione degli indici nei confronti di contribuenti che operano in un contesto economico o in condizioni specifiche significativamente diverse da quelle prese a riferimento per la costruzione degli indici stessi, non fornisce garanzie di totale affidabilità dei risultati” (concetti ribaditi anche nelle precedenti (circolare n. 16/E/2020 e ribadito nella successiva circolare n. 6/E/2021).

La revisione straordinaria

In attuazione di quanto previsto dall’articolo 148, Decreto Rilancio, con il D.M. 29 aprile 2022 sono stati previsti specifici interventi sulla metodologia degli Isa in applicazione per il periodo d’imposta 2021. L’analisi dei provvedimenti normativi emanati nel corso del 2021 in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha quindi consentito di predisporre degli appositi correttivi, da applicare sia all’analisi degli indicatori elementari di affidabilità. sia a quella degli indicatori elementari di anomalia, che tengono conto di alcune grandezze e variabili economiche modificate a seguito della crisi verificatasi nel corso del 2021. Detti correttivi sono commisurati all’entità dei seguenti fattori sintomatici dello stato di difficoltà economica:

  • contrazione della domanda (determinata dall’analisi dei corrispettivi telematici articolata per territorio);
  • caduta dei ricavi/compensi (dichiarati dal singolo contribuente nel periodo di imposta di applicazione);
  • contrazione della produttività settoriale (stima della riduzione di produttività sotto l’ipotesi di invarianza dei costi);
  • riduzione della forza lavoro dipendente (osservata nel settore rispetto al periodo d’imposta 2019).

In continuità con l’approccio seguito per il precedente periodo d’imposta 2020 e in coerenza con l’esigenza di snellire quanto più possibile gli adempimenti correlati all’applicazione degli Isa, l’Agenzia delle entrate evidenzia l’impianto metodologico a supporto di ciascun Isa è stato realizzato senza l’introduzione di nuove informazioni nei modelli dichiarativi.

 

Il regime premiale del periodo d’imposta 2021

Con provvedimento direttoriale prot. n. 143350 del 27 aprile 2022 l’Agenzia delle entrate, nel definire i livelli di affidabilità fiscale relativi al periodo di imposta 2021 ai quali sono riconosciuti i benefici premiali previsti dal comma 11 dell’articolo 9- bis, D.L. 50/2017, ha sostanzialmente confermato le misure dell’anno precedente affermando, nelle motivazioni al recente provvedimento, che “L’individuazione delle soglie di accesso ai predetti benefici è stata effettuata in conformità a quelle già individuate con riferimento al periodo d’imposta 2020, tenuto conto dei dati dichiarativi relativi a tale annualità”.

Tabella riepilogativa dei voti minimi necessari per accedere ai benefici premiali

Esonero dall’apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 50.000 euro annui relativamente all’imposta sul valore aggiunto e per un importo non superiore a 20.000 euro annui relativamente alle imposte dirette e all’imposta regionale sulle attività

produttive

·     Voto 8 nel periodo d’imposta 2021

·     Voto 8,5 come media dei periodi d’imposta 2020 e 2021

Esonero dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell’imposta sul valore aggiunto per un importo

non superiore a 50.000 euro annui

·     Voto 8 nel periodo d’imposta 2021

·     Voto 8,5 come media dei periodi d’imposta 2020 e 2021

Esclusione dell’applicazione della disciplina delle società non operative di cui all’articolo 30, L. 724/1994, anche ai fini di quanto previsto al secondo periodo del comma 36-decies dell’articolo 2, D.L. 138/2011, convertito, con

modificazioni, dalla L. 148/2011

·     Voto 9 per il periodo di imposta 2021

·     Voto 9 come media dei periodi d’imposta 2020 e 2021

Esclusione degli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all’articolo 39, comma 1, lettera d), secondo periodo, D.P.R. 600/1973 e

all’articolo 54, comma 2, secondo periodo, D.P.R. 633/1972

·     Voto 8,5 per il periodo di imposta 2021

·     Voto 9 come media dei periodi d’imposta 2020 e 2021

Anticipazione di almeno un anno, con graduazione in funzione del livello di affidabilità, dei termini di decadenza per l’attività di accertamento previsti dall’articolo 43, comma 1, D.P.R. 600/1973 con riferimento al reddito di

impresa e di lavoro autonomo, e dall’articolo 57, comma 1, D.P.R. 633/1972

·     Voto 8 per il periodo di imposta 2021
Esclusione della determinazione sintetica del reddito complessivo di cui

all’articolo 38, D.P.R. 600/1973, a condizione che il reddito complessivo accertabile non ecceda di due terzi il reddito dichiarato

·     Voto 9 per il periodo di imposta 2021

·     Voto 9 come media dei periodi d’imposta 2020 e 2021

 Per richieste di chiarimento e/o approfondimento è possibile contattare il Dr. Amedeo Susini attraverso i canali istituzionali dello Studio.

Imposta di soggiorno – presentazione della dichiarazione – modalità e termini

June 27, 2022

1. PREMESSA

L’imposta di soggiorno è stata introdotta dall’art. 4 del DLgs. 23/2011 e può essere istituita dai Comuni capoluogo di Provincia, dalle unioni di Comuni e dai Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte.

Il gestore, in caso di soggiorno nelle strutture ricettive (art. 4 co. 1-ter del DLgs. 23/2011), e il soggetto che incassa il canone o il corrispettivo per le c.d. “locazioni brevi”, ovvero interviene nel pagamento dei predetti canoni o corrispettivi (art. 4 co. 5-ter del DL 50/2017), sono responsabili:

  • per il pagamento dell’imposta di soggiorno con diritto di rivalsa sui soggetti passivi, che sono rispettivamente coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate nel territorio del Comune che l’ha istituita e coloro che alloggiano a seguito di contratto di locazione c.d. “breve” (di cui all’art. 4 del DL 50/2017);
  • per la presentazione della dichiarazione dell’imposta di soggiorno.

Il Ministero dell’Economia e delle finanze, con il DM 29.4.2022 (pubblicato sulla G.U. 12.5.2022 n. 110), ha approvato il modello di dichiarazione dell’imposta di soggiorno, le relative istruzioni di compilazione e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica.

Le specifiche tecniche sono state aggiornate in data 13.6.2022.

2. TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE

La dichiarazione dell’imposta di soggiorno deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo.

A seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’art. 25 co. 3-bis del DL 22.3.2021 n. 41, conv. L. 21.5.2021 n. 69, ha stabilito che entro il 30.6.2022 devono essere presentate le dichiarazioni relative:

  • all’anno d’imposta 2020;
  • all’anno d’imposta 2021.

3. MODALITÀ DI COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE

Alcuni campi della dichiarazione devono necessariamente essere compilati, in quanto il mancato inserimento dei relativi dati determina la non accettazione della dichiarazione. Si tratta:

  • dell’anno d’imposta;
  • della tipologia di dichiarazione;
  • del Comune in cui sono situate le strutture ricettive, mediante la compilazione dei campi “Comune”, “Provincia (sigla)”
  • e “Codice catastale del Comune”;
  • della tipologia del soggetto dichiarante.

3.1 TIPOLOGIA DI DICHIARAZIONE

Occorre individuare la tipologia della dichiarazione che viene presentata scegliendo tra le seguenti opzioni:

  • “Nuova dichiarazione”, da utilizzare quando la dichiarazione annuale viene presentata per la prima volta. Qualora tale opzione venga selezionata erroneamente, essendo già stata inviata la dichiarazione annuale, non sarà possibile procedere con la compilazione e il sistema invia un apposito messaggio;
  • “Dichiarazione Sostitutiva”, deve essere utilizzata per integrare o rettificare una dichiarazione già presentata e può essere inviata anche dopo il termine del 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui è sorto il presupposto impositivo;
  • “Dichiarazione multipla”, da utilizzare qualora la dichiarazione si componga di più modelli.

   3.2 TIPOLOGIA DEL DICHIARANTE

La dichiarazione dell’imposta di soggiorno deve essere presentata:

  • dal gestore della struttura ricettiva;
  • da un soggetto diverso dal gestore, come ad esempio il rappresentante, il curatore fallimentare, l’erede, ecc.;
  • dal mediatore della locazione che, ai sensi dell’art. 4 co. 5-ter del DL 50/2017, è il soggetto che incassa il canone o il corrispettivo della “locazione breve”, o interviene nel pagamento del canone o del corrispettivo.

Presentazione da parte di un intermediario abilitato

La dichiarazione può essere presentata, per conto dei suddetti soggetti, da parte di un intermediario in possesso dei seguenti requisiti:

  • abilitato ai sensi dell’art. 3 co. 3 del DPR 322/98;
  • delegato al servizio del “Cassetto fiscale” dell’Agenzia delle Entrate o al servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici” del portale “Fatture e Corrispettivi” della stessa Agenzia.

     3.3   FIRMA DELLA DICHIARAZIONE

La dichiarazione deve essere firmata, a pena di nullità:

  • dal gestore della struttura ricettiva, dal mediatore della locazione oppure dal rappresentante legale dell’ente dichiarante e, in mancanza, dal soggetto che ne ha l’amministrazione anche di fatto o da un rappresentante negoziale;
  • da un rappresentante per i rapporti tributari in Italia, nel caso in cui il dichiarante sia una società o ente che non ha la sede legale o amministrativa in Italia.

All’atto della firma della dichiarazione viene richiesta la compilazione del campo denominato “Presa di responsabilità”, compilando il quale il soggetto che firma e trasmette la dichiarazione attesta la veridicità dei dati inseriti.

    3.4    PRESENTAZIONE DA PARTE DI UN INTERMEDIARIO ABILITATO

Se la dichiarazione viene presentata da parte di un intermediario abilitato (come sopra individuato):

  • occorre compilare anche i relativi riquadri (“Impegno alla presentazione telematica” e “Riservato all’intermediario”);
  • l’intermediario deve apporre la propria firma nell’apposito campo.

4. INDICAZIONE DEI DATI DELLA STRUTTURA RICETTIVA E DELL’IMPOSTA

Nel riquadro “Dati della struttura ricettiva” vanno indicati i dati identificativi della struttura oggetto della dichiarazione; il riquadro deve essere compilato per ogni singola struttura presente nel Comune, al quale viene trasmessa la dichiarazione e amministrata dal gestore/mediatore che presenta la dichiarazione. Tutti i dati richiesti, ad eccezione dell’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC), devono essere indicati affinché la dichiarazione venga accettata dal sistema.

Devono essere obbligatoriamente indicati anche i dati relativi all’imposta incassata suddivisa per trimestre e distinguendo:

  • l’imposta applicata a notte;
  • l’imposta ridotta applicata a notte (dato obbligatorio solo se la riduzione è prevista dal Comune di riferimento);
  • il numero di presenze a tariffa ordinaria;
  • il numero di presenze esenti dall’imposta (dato obbligatorio solo se l’esenzione è prevista dal Comune di riferimento);
  • il numero di presenze cui spetta la riduzione (dato obbligatorio solo se la riduzione è prevista dal Comune di riferimento).

Inoltre è prevista l’indicazione, nel riquadro “Versamenti”:

  • degli estremi del/dei versamento/i (tale campo non deve però essere obbligatoriamente compilato);
  • dell’importo annuale cumulativo versato al Comune, il quale deve essere obbligatoriamente compilato, in quanto in caso contrario la dichiarazione non viene accettata.

Nel caso in cui il dichiarante compili una dichiarazione multipla, il riquadro relativo ai versamenti dovrà essere compilato solo nell’ultimo invio e i dati dovranno essere complessivamente riferiti anche a quelli relativi agli invii precedentemente effettuati.

5          MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLA DICHIARAZIONE

La dichiarazione deve essere presentata cumulativamente ed esclusivamente in via telematica.

La trasmissione della dichiarazione è possibile successivamente alla compilazione dei vari riquadri ed alla visualizzazione del riepilogo dei dati inseriti.

5.1       RICEVUTE DI INVIO O DI SCARTO

Dopo la trasmissione della dichiarazione, il soggetto che l’ha inviata potrà visualizzare la ricevuta contenente gli estremi della trasmissione accedendo alla propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, mediante le proprie credenziali di autenticazione.

Qualora la trasmissione della dichiarazione abbia esito negativo, il soggetto che ha curato la trasmissione visualizza un messaggio che indica la causa del mancato invio.

5.2       STAMPA DELLA DICHIARAZIONE INVIATA

Accedendo alla propria area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile visualizzare e stampare la dichiarazione trasmessa selezionando l’applicazione “Imposta di soggiorno”, selezionando la voce “Le tue dichiarazioni”.

6          SANZIONI

Secondo quanto stabilito dall’art. 4 co. 1-ter del DL 23/2011:

  • per l’omessa o infedele presentazione della dichiarazione da parte del responsabile si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma dal 100% al 200% dell’importo dovuto per l’imposta di soggiorno;
  • per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta di soggiorno si applica la sanzione amministrativa di cui all’art. 13 del DLgs. 18.12.97 n. 471 (cioè le stesse sanzioni previste per le imposte dirette o l’IVA).

Per richieste di chiarimento è possibile contattare lo Studio chidendo della Dott.ssa Francesca Cinquini.

Agevolazioni erogate nel 2021: ritorna l’obbligo di aggiornamento del sito internet

June 23, 2022

La legge n. 124/2017 impone l’obbligo di rendere apposita informativa circa le agevolazioni ricevute nel corso dell’anno precedente. Gli obblighi di informativa hanno per oggetto, le “sovvenzioni, sussidi, vantaggi, contributi o aiuti, in denaro o in natura, non aventi carattere generale e privi di natura corrispettiva, retributiva o risarcitoria”.

Per i soggetti obbligati alla redazione della nota integrativa, l’obbligo trova applicazione con la redazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato (se obbligatorio).

Per i soggetti, invece, non obbligati alla redazione della nota integrativa, vige l’obbligo di pubblicazione nei siti internet o nei portali digitali delle associazioni di categoria entro il 30 giugno di ogni anno.

Sono soggetti all’obbligo:

  • gli imprenditori ex art. 2195
  • d. “piccoli imprenditori”, quali gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.

Si ritiene che si debba comunque fare riferimento al concetto di “impresa”, il che comprende ovviamente tutte le società che esercitano attività organizzate in forma di impresa.

I soggetti esclusi dagli obblighi di informativa sono:

  • Lavoratori autonomi, nonostante gli stessi possano comunque aver fruito di agevolazioni e simili.
  • L’imprenditore agricolo (individuale).

Per quanto riguarda le agevolazioni, le informazioni da indicare possono essere, ad esempio, solo quelle indicate nella circolare n. 2/2019 del Ministero del Lavoro e precisamente:

  • denominazione e C.F. del soggetto ricevente;
  • denominazione del soggetto erogante;
  • somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante);
  • data di incasso;

L’indicazione può avvenire in qualunque modo (forma tabellare, descrittiva, ecc.), non essendo stato previsto alcun un modello da seguire.

Le sanzioni applicabili

È prevista una sanzione amministrativa pecuniaria a carico di coloro che violano l’obbligo di pubblicazione in nota integrativa (o sul sito internet). I trasgressori, infatti, saranno soggetti: a pagare una sanzione pari all’1% degli importi ricevuti con un importo minimo di 2.000 euro e alla sanzione amministrativa accessoria dell’adempimento degli obblighi di pubblicazione. Non è mai stato chiarito se il minimo si applica per ogni singola omissione oppure per la totalità.

Inoltre, qualora il trasgressore dell’obbligo di pubblicazione non proceda alla pubblicazione stessa e al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria entro novanta giorni dalla constatazione, si applica la sanzione della restituzione integrale delle somme.

La sanzione amministrativa è irrogata dalle stesse pubbliche amministrazioni eroganti il contributo oppure, dalle amministrazioni vigilanti o competenti per materia. La disposizione demanda, dunque, alle singole amministrazioni eroganti l’onere di verificare l’adempimento degli obblighi di pubblicazione, guardando a seconda dei casi i siti internet o i bilanci.

Per maggiori informazioni lo Studio Pucci rimane a Vostra disposizione.

Comunicazione delle operazioni transfrontaliere – Modifiche (c.d. “nuovo esterometro”)

June 17, 2022

1 PREMESSA

A decorrere dalle cessioni e prestazioni effettuate dall’1.7.2022, la comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere (c.d. “esterometro”) sarà trasmessa attraverso nuove modalità, equiparabili a quelle relative alla fattura elettronica.

La legge di bilancio 2021 (art. 1 co. 1103 della L. 30.12.2020 n. 178) ha infatti modificato l’art. 1 co. 3-bis del DLgs. 127/2015:

  • introducendo l’obbligo di trasmettere i dati in questione in formato XML, via Sistema di Interscambio (SdI);
  • stabilendo che le nuove regole dovessero entrare in vigore con riferimento alle operazioni ef­fettuate a decorrere dall’1.1.2022.

Il successivo DL “fisco-lavoro” (art. 5 co. 14-ter del DL 21.10.2021 n. 146, conv. L. 17.12.2021 n. 215), ha disposto che l’introduzione delle novità fosse differita all’1.7.2022.

Le modifiche apportate all’adempimento riguardano:

  • la modalità di invio dei dati riferiti alle operazioni con controparti non stabilite in Italia;
  • i termini di trasmissione;
  • i profili sanzionatori (i cui effetti decorrono dall’1.1.2022).

Sono state conseguentemente aggiornate (con il provvedimento Agenzia delle Entrate 28.10.2021 n. 293384, successivamente abrogato e sostituito dal provvedimento Agenzia delle Entrate 23.12.2021 n. 374343) le specifiche tecniche contenute nell’allegato A del provvedimento Agenzia delle Entrate 30.4.2018 n. 89757.

2 AMBITO DI APPLICAZIONE

2.1 Ambito soggettivo

Sono obbligati alla comunicazione tutti i soggetti passivi IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato italiano.

Per effetto dell’estensione degli obblighi di fatturazione elettronica ad opera dell’art. 18 del DL 30.4.2022 n. 36, restano esonerati dalla comunicazione, a decorrere dall’1.7.2022:

  • i soggetti passivi che hanno aderito al regime “di vantaggio” (di cui all’art. 27 co. 1 e 2 del DL 98/2011) e coloro che adottano il regime forfetario (di cui all’art. 1 co. 54 – 89 della L. 190/2014), i quali, nel periodo precedente, non abbiano conseguito ricavi o percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25.000,00 euro;
  • i soggetti passivi che hanno esercitato l’opzione di cui agli artt. 1 e 2 della L. 398/91, e che nel periodo d’imposta precedente non hanno conseguito, dall’esercizio di attività commerciali, proventi per un importo superiore a 25.000,00 euro.

Sono esclusi dall’adempimento anche i soggetti passivi non stabiliti in Italia che siano identificati ai fini IVA nel territorio dello Stato direttamente ai sensi dell’art. 35-ter del DPR 633/72 o mediante no­­mina di un rappresentante fiscale ai sensi dell’art. 17 co. 3 del DPR 633/72 (cfr. risposte a interpello Agenzia delle Entrate 26.2.2019 n. 67 e 9.4.2019 n. 104).

2.2 Ambito oggettivo

La comunicazione ha ad oggetto i dati relativi alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi:

  • effettuate nei confronti di soggetti non stabiliti in Italia;
  • ricevute da soggetti non stabiliti in Italia.

Il generico riferimento ai “soggetti” non stabiliti fa ritenere che la comunicazione sia dovuta sia per le operazioni nei confronti di soggetti passivi IVA non stabiliti in Italia quanto nei confronti di “privati consumatori” non stabiliti.

Sono escluse le operazioni per le quali:

  • è stata emessa una bolletta doganale (es. importazioni ed esportazioni);
  • è stata emessa o ricevuta una fattura elettronica trasmessa mediante il Sistema di Interscambio (SdI).

3 MODALITA’ DI TRASMISSIONE DEI DATI

A decorrere dall’1.7.2022, i dati relativi ad operazioni verso o da soggetti non stabiliti in Italia devo­no essere rappresentati e trasmessi all’Agenzia delle Entrate, mediante il Sistema di Interscambio, nel formato XML della fattura elettronica, secondo il medesimo schema e le stesse regole.

Con riguardo alla predisposizione del file relativo alle operazioni attive verso soggetti non stabiliti in Italia, è necessario valorizzare l’elemento <CodiceDestinatario> riportando il codice “XXXXXXX”.

Per quanto concerne, invece, le operazioni di acquisto, ai fini della predisposizione del file XML da inviare mediante il Sistema di Interscambio, dovranno essere utilizzate le seguenti tipologie di do­cumento, in relazione alle differenti fattispecie:

  • TD17 <Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero>, codice che viene utilizzato, nell’ambito della fatturazione elettronica, per operare l’integrazione dell’IVA e dell’imposta nel caso di servizi intracomunitari ricevuti ovvero di emissione di autofattura per servizi ricevuti da operatori extra-UE;
  • TD18 <Integrazione per acquisto di beni intracomunitari>, codice che viene utilizzato, nel­l’am­­­bito della fatturazione elettronica, nel solo caso di integrazione dell’IVA e dell’imposta per acquisti intracomunitari di beni;
  • TD19 <Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art.17 c. 2 DPR 633/72>, codice che viene utilizzato, nell’ambito della fatturazione elettronica, per l’emissione dell’autofattura nel caso di acquisti di beni da soggetti non residenti e privi di stabile organizzazione nel territorio dello Stato.

3.1 Acquisto di servizi dall’estero

Nella seguente tabella si riepilogano gli elementi principali da riportare nel file XML, in caso di ac­qui­sto di servizi dall’estero.

Codice Campo Contenuto
TD17 <CedentePrestatore> Dati del fornitore estero (UE o extra-UE)
<CessionarioCommittente> Dati dell’acquirente nazionale
<Data> ·      Data di ricezione (o data ricadente nel mese di rice­zio­ne), nel caso di emissione di documento relativo a ser­vizi intra-UE o

·      data di effettuazione dell’operazione, nel caso di acqui­sto di servizi extra-UE

<Numero> Indicare, preferibilmente, una numerazione ad hoc
<PrezzoTotale> Imponibile della fattura ricevuta dal prestatore UE o extra-UE
<Aliquota IVA> Riportare l’aliquota IVA cui è soggetta l’operazione
<Imposta> Indicare l’IVA dovuta in relazione alle differenti aliquote
<Natura> Qualora l’operazione risulti non imponibile, esente o non sog­getta, indicare il relativo codice “Natura”
<DatiFattureCollegate> Riportare gli estremi della fattura di riferimento

3.2 Acquisto di beni intracomunitari

Nella seguente tabella si riportano gli elementi fondamentali che compongono il file XML relativo ad acquisti di beni intracomunitari.

Codice Campo Contenuto
TD18 <CedentePrestatore> Dati del fornitore UE
<CessionarioCommittente> Dati dell’acquirente nazionale
<Data> Data di ricezione (o data ricadente nel mese di ricezione)
<Numero> Indicare, preferibilmente, una numerazione ad hoc
<PrezzoTotale> Imponibile della fattura ricevuta dal fornitore UE
<Aliquota IVA> Riportare l’aliquota IVA cui è soggetta l’operazione
<Imposta> Indicare l’IVA dovuta in relazione alle differenti aliquote
<Natura> Qualora l’operazione risulti non imponibile, esente o non sog­getta, indicare il relativo codice “Natura”
<DatiFattureCollegate> Riportare gli estremi della fattura di riferimento

3.3 Acquisto di beni presenti nel territorio dello Stato da soggetti non residenti

Nella seguente tabella si riepilogano gli elementi principali da riportare nel file XML, nel caso in cui il cedente, soggetto non residente, emetta una fattura per la vendita di beni già presenti in Italia nei confronti di un cessionario, soggetto passivo nel territorio nazionale.

Codice Campo Contenuto
TD19 <CedentePrestatore> Dati del fornitore estero
<CessionarioCommittente> Dati dell’acquirente nazionale
<Data> Riportare:

·      la data di ricezione della fattura emessa dal fornitore UE o una data ricadente nel mese di ricezione della fattura;

·      la data di effettuazione dell’operazione intercorsa con il fornitore extra-UE.

<Numero> Indicare, preferibilmente, una numerazione ad hoc
<PrezzoTotale> Imponibile della fattura ricevuta dal fornitore UE o extra-UE
<Aliquota IVA> Riportare l’aliquota IVA cui è soggetta l’operazione
<Imposta> Indicare l’IVA dovuta in relazione alle differenti aliquote
<Natura> Nel caso in cui l’operazione risulti non imponibile, esente o non soggetta, indicare il relativo codice “Natura”
<DatiFattureCollegate> Riportare gli estremi della fattura di riferimento

4 TERMINI PER LA TRASMISSIONE DEI DATI

La trasmissione dei dati deve essere effettuata (art. 1 co. 3-bis del DLgs. 127/2015):

  • per ciascuna operazione attiva, entro i termini di emissione delle fatture o dei documenti che ne certificano i corrispettivi;
  • per ciascuna operazione passiva, entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento comprovante l’operazione o di effettuazione dell’operazione.

5 SOGGETTI IN REGIME DI FRANCHIGIA

L’art. 18 del DL 30.4.2022 n. 36 (in corso di conversione in legge) ha esteso, dall’1.7.2022, gli ob­blighi di fatturazione elettronica via SdI:

  • ai soggetti passivi che hanno aderito al regime “di vantaggio” (di cui all’art. 27 co. 1 e 2 del DL 98/2011) e a quelli che adottano il regime forfetario (di cui all’art. 1 co. 54 – 89 della L. 190/2014), che, nel periodo precedente, abbiano conseguito ricavi o percepito compensi, rag­guagliati ad anno, superiori a 25.000,00 euro;
  • ai soggetti passivi che hanno esercitato l’opzione di cui agli artt. 1 e 2 della L. 398/91, e che nel periodo d’imposta precedente hanno conseguito, dall’esercizio di attività commerciali, pro­venti per un importo superiore a 25.000,00 euro.

Ne consegue che non dovrebbe più ritenersi applicabile, per tali soggetti, l’esonero dalla pre­sen­ta­zione dell’esterometro mediante SdI per le operazioni da e verso controparti non stabilite in Italia.

L’adempimento è da ritenersi, infatti, esteso anche ai soggetti in commento, i quali non rientrano più nell’esclusione prevista dall’art. 1 co. 3 del DLgs. 127/2015, cui fa espresso rinvio il successivo co. 3-bis, nel definire l’ambito di applicazione della comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere.

Per le operazioni effettuate sino al 30.6.2022, i soggetti in regime di franchigia sono ancora da con­siderarsi esonerati, oltre che dalla fatturazione elettronica via SdI, anche dall’invio dell’esterometro.

6 PROFILI SANZIONATORI

Con la legge di bilancio 2021 (art. 1 co. 1104 della L. 178/2020) è stato modificato il regime sanzionatorio relativo all’esterometro.

Il novellato art. 11 co. 2-quater del DLgs. 18.12.97 n. 471 dispone infatti che, per le operazioni ef­fet­tuate a partire dall’1.1.2022, sia applicabile la sanzione amministrativa di 2,00 euro per ciascu­na fattura, entro il nuovo limite massimo di 400,00 euro mensili.

La sanzione si riduce alla metà, entro il limite massimo di 200,00 euro per ciascun mese, qualora la trasmissione sia effettuata entro i quindici giorni successivi alle scadenze stabilite dall’art. 1 co. 3-bis del DLgs. 127/2015, o laddove, nel medesimo termine, sia effettuata la trasmissione corretta dei dati.

La disposizione è coerente con la modifica legislativa che prevedeva l’introduzione delle novità in tema di esterometro con riferimento alle operazioni effettuate a decorrere dall’1.1.2022, ma non ha subito modifiche a seguito della proroga all’1.7.2022 operata dal DL 146/2021.

I Consulenti del nostro studio restano a disposizione per richieste di chiarimento e/o supporto tecinico.

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