Cosa prevede la nuova legge del 15 maggio 2025
Dal 15 maggio 2025 è in vigore la Legge n. 76, che introduce importanti strumenti per la partecipazione attiva dei lavoratori, il cui scopo è rafforzare collaborazione, stabilità e innovazione delle imprese. Attraverso di essa vengono distinte e disciplinate quattro diverse tipologie di partecipazione dei lavoratori alle imprese: gestionale, economica e finanziaria, organizzativa e consultiva.
I QUATTRO TIPI DI PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI LAVORATORI IN AZIENDA
PARTECIPAZIONE GESTIONALE.
I dipendenti possono entrare negli organi decisionali dell’azienda (CdA o altri consigli) a seconda del modello di amministrazione adottato:
- Tradizionale: con Consiglio di amministrazione
- Monistico: con Consiglio di Amministrazione e comitato per il controllo
- Dualistico: rappresentanza nel Consiglio di sorveglianza
Per i lavoratori servono almeno 3 anni di esperienza ed una formazione obbligatoria, tema che tratteremo nel prossimo paragrafo.
PARTECIPAZIONE ECONOMICA.
I lavoratori possono condividere i risultati economici dell’impresa (distribuzione di utili, attribuzione di azioni o strumenti finanziari). Per il 2025 è prevista una soglia agevolata fino a 5.000,00 € tassati al 5% e dividendi fino a 1.500,00 € tassati solo a 50%; oltre a misure di decontribuzione per le imprese che coinvolgono pariteticamente i lavoratori impegnati nella definizione dell’organizzazione del lavoro.
PARTECIPAZIONE ORGANIZZATIVA.
Il lavoratore partecipa alla vita quotidiana dell’impresa tramite la commissione dedicata a temi come formazione, benessere, inclusione e qualità del lavoro.
PARTECIPAZIONE CONSULTIVA.
Attraverso quest’ultimo strumento si disciplina il diritto alla consultazione preventiva delle rappresentanze dei lavoratori.
Il processo comprende:
- la convocazione scritta entro 5 giorni di commissioni paritetiche.
- elaborazione di un parere scritto dai lavoratori
- nel caso di rigetto motivazione scritta del datore di lavoro entro 30 giorni.
A conclusione, le parti possono adottare piani di miglioramento e innovazione.
FORMAZIONE E VIGILANZA
Ma la normativa non si ferma qua ed anzi, per rendere effettiva la partecipazione, prevede un rafforzamento delle competenze degli addetti coinvolti, attraverso corsi di formazione di una durata minima di 10 ore annue; corsi che hanno l’obiettivo di garantire l’effettività della partecipazione, dotando i rappresentanti dei lavoratori degli strumenti necessari per svolgere un ruolo attivo e consapevole nei processi decisionali aziendali.
In una visione di controllo e vigilanza viene istituita, presso il CNEL, la Commissione nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori, con funzioni di osservatorio, supporto interpretativo e promozione delle buone pratiche per monitorare e supportare l’applicazione della legge.
Tali forme di partecipazione sono attivabili oltre che per le grandi imprese anche per le piccole e medie imprese (PMI).
I VANTAGGI DELLA PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI IN AZIENDA
La scelta di favorire un modello partecipativo si rivela particolarmente strategica in un’epoca in cui la collaborazione tra imprese e lavoratori può rappresentare un fattore decisivo per uno sviluppo più inclusivo, sostenibile e competitivo. La legge, tuttavia, lascia alle singole aziende la facoltà di valutare se e come adottarle, in coerenza con quanto sarà definito dalla contrattazione collettiva. L’introduzione di strumenti di partecipazione può favorire un clima aziendale più collaborativo, una maggiore motivazione dei lavoratori e una gestione più efficace dei cambiamenti organizzativi. La legge 76/2025 apre una fase nuova nel rapporto tra impresa e lavoratori, puntando su corresponsabilità, fiducia e condivisione dei risultati.
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